Un tema di attualità con i soci di molti Club service
«FAMIGLIA… a scanso d’equivoci!», è statoil titolo dell’ importante convegno, organizzato dai Club Rotary e Lions del comprensorio - in prima fila il nostro e il Marino Marini -, dall’Inner Wheel, insieme al Presidente dell’Associazione per la famiglia «Il baluardo», Rolando Silvestri, alle Terme Excelsior, alla presenza del Vescovo Giovanni De Vivo e del vicesindaco Alberto Lapenna e numerosissimo pubblico.
Ad analizzare cause e conseguenze della crisi sono intervenuti il sen. Gaetano Quagliarello, la professoressa Laura Palazzani e la senatrice Paola Binetti, moderati dal giornalista Massimo Lucchesi, le conclusioni sono state affidate a Franco Baldaccini, presidente Lions e a William Vergoni, presidente del Rotary, mentre aveva aperto il Presidente del Marino Marini, Nello Mari.
«IL CONCETTO di famiglia — ha esordito il sen. Quagliarello — si è modificato di pari passo con il mutare della società , ma esistono dei diritti che non possono essere mutati, perché la conseguenze sarebbe la perdita della nostra civiltà . Le tendenze politiche che spingono a disgregarla lo fanno in nome di un concetto errato di modernizzazione che, inevitabilmente, porterebbe al declino ai valori cardini del nostro vivere civile. Dunque la difesa della famiglia tradizionale non è né di destra né di sinistra, ma è la tutela dei più deboli».
LA RELAZIONE dettagliata e analitica del sen. Quagliarello ha dato il là all’intervento puntuale di Laura Palazzoni, professore ordinario di Filosofia del diritto, che ha trattato con chiarezza la necessità di non sottostare alle spinte disgregatrici che si verificano in molti paesi europei come l’Olanda, il Belgio, la Spagna. Sotto accusa viene posta la filosofia gender anglosassone che spinge a non considerare più le differenze biologiche ma solo l’identità di genere. «La differenza genetica esiste — ha ribadito la relatrice — e il diritto deve difendere l’ordine delle generazioni per cui è importante l’identità che i figli acquisiscono nell’ambito di una famiglia tradizionale, senza nulla togliere alla difesa della dignità della persona».
Paola Binetti, neuropsichiatria e membro del Comitato di Bioetica, ha insistito sul recupero della famiglia come bene sociale, condannandone l’immagine negativa che si sta diffondendo con l’accanimento mediatico.
«E’ INADEGUATA — ha affermato — la rappresentazione della violenza all’interno della famiglia e soprattutto l’esaltazione delle conflittualità perché così facendo questa viene legittimata. Bisogna recuperare la famiglia tradizionale soprattutto per impedire il dilagare dello squallore nelle nuove generazioni che banalizzano la sessualità e la vivono senza un’adeguata affettività e soprattutto vivono una forte crisi d’identità . E’ dalla ricchezza dei legami interpersonali che si formano individui e identità forti».
Tre interventi ben collegati che hanno sviscerato dal punto di vista storico, sociale e politico la necessità di difendere la famiglia tradizionale nel terzo millennio.
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